“Così i soldi facili dei boss hanno corrotto l’Emilia” di Giovanni Tizian

da “La Gazzetta di Modena

“I giorni della merla” sono vicini, ma la bufera è arrivata con qualche giorno di anticipo. Una tempesta particolare. Più politico-giudiziaria che climatica. L’Operazione Aemilia, con i suoi oltre cento arresti, è la conferma investigativa a tante inchieste giornalistiche pubblicate dalla Gazzetta di Modena, di Reggio e da l’Espresso. Ora nessuno, ma proprio nessuno, potrà dire che gli anticorpi per difendere il territorio dalla ‘ndrangheta calabrese sono sufficienti. Non lo potrà dire per il semplice fatto che il fenomeno di cui parliamo è definito dagli investigatori con il termine «’ndrangheta emiliana». Un’organizzazione quindi che parla la stessa lingua, e a volte pure lo stesso dialetto, della ricca borghesia modense, bolognese, reggiana, parmense e piacentina. E il fatto di parlare la stessa lingua, di ragionare allo stesso modo, di conferire al profitto un valore superiore a tutto il resto, mette tutti sullo stesso piano. Loro, i criminali, partono avvantaggiati. Sono un passo avanti e si propongono come consulenti dell’illegalità. Come evadere le tasse, come creare fondi neri, per chi è alle prime armi. ma ha voglia di imparare, questi professionisti del crimini aiutano chi ha bisogno. L’inchiesta “Aemilia” del Nucleo investigativo di Modena e di Reggio Emilia, coordinati dalla Procura antimafia di Bologna, è piena di riferimenti a imprenditori locali che flirtano con i boss.
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27 gennaio 2015, Giornata della Memoria dell’Olocausto

l’Intervento di Mario Tronti al Senato

TRONTI (PD). Signora Presidente, colleghi, settant’anni fa, di questo giorno, l’Armata rossa entrava nel campo di Auschwitz, compiendo un atto storico di liberazione umana. Il ricordo resiste straordinariamente al tempo; è la forza dirompente del passato che non passa.
Sono ancora tra noi, sparsi e nascosti nelle pieghe dell’Europa, gli ultimi rari protagonisti che, con le lacrime agli occhi, parlano di come la loro infanzia e adolescenza fu violentemente colpita da quella tragica esperienza.
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La guerra, che spettacolo!

Venerdì 16 gennaio 2015 alle ore 21.00 a Modena, presso la sala Curie (Via M. Curie 22)
si terrà una conversazione dal titolo “La guerra, che spettacolo!”, con l’intenzione di approfondire, partendo dall’attualità che ha dolorosamente colmato le nostre cronache, fatti di una guerra che ha origini lontane.
Saranno presenti Annalisa Vandelli, fotoreporter specializzata in Paesi in crisi e in via di Sviluppo e Anna Cervi, Cooperante Internazionale che ha vissuto in Darfur, Pakistan e Afghanistan.
Michela Tintoni dedicherà un breve assolo di violino ai caduti di questa “terza guerra mondiale”.

Non si può dire di volere la pace e lasciare la società com’è, con i privilegi, i pregiudizi, lo sfruttamento, l’intolleranza, il potere in mano di pochi (A. Capitini)

Comunicato Stampa
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