La mancata riforma della scuola

di Walter Tocci

Manuale di sopravvivenza agli abbagli mediatici.

Perfino Matteo Renzi ora consiglia di non chiamarla Riforma della scuola. Ha proprio ragione. Non si vede il cambiamento strutturale della scuola italiana. Non c’è alcuna strategia per rimuovere gli ostacoli che impediscono al nostro sistema di assolvere pienamente ai compiti repubblicani: la diseguaglianza nell’accesso e nell’esito dell’istruzione, soprattutto nel Mezzogiorno; le scarse risorse che hanno frenato l’adeguamento della didattica ai caratteri del mondo nuovo; la struttura dei cicli vecchia e ridondante, che costringe i giovani a rimanere a scuola un anno in più, perdendo nelle superiori i buoni risultati raggiunti dalle elementari; la regressione degli apprendimenti negli adulti che colloca l’Italia negli ultimi posti, altro che “superpotenza” culturale.
Non si finirà mai di ringraziare gli insegnanti e i presidi che in mezzo a tante difficoltà realizzano già la buona scuola. Ma la gratitudine non deve oscurare la consapevolezza del ritardo. Il sistema scolastico è fuori misura rispetto alle ambizioni che deve darsi un grande paese civile.

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#lascuolachevogliamo – Perché diciamo NO al Ddl La Buona scuola

Sabato 6 giugno
ore 15.30 – Roma
Via Ludovico di Savoia, 2b

Analisi e proposte per il futuro dell’istruzione pubblica

Partecipano:
Giuseppe Bagni
presidente Cidi

Mariangela Bàstico
ex vice Ministro Istruzione

Luca Francescangeli
Change.org

Giuseppe Fusacchia
vicepresidente Asal

Domenico Gallo
Giuristi Democratici

Ilaria Iapadre
UdS

Franco Lorenzoni
maestro elementare

Federico Masini
Sapienza Università di Roma
Maria Mussini
senatrice ex M5S, Gruppo misto
Alessia Petraglia
senatrice Sel

I docenti:
Elisabetta Amalfitano
Giuseppe Benedetti
Massimo Sabbatini

Coordina:
Donatella Coccoli Left

Ingresso gratuito
Prenotazione obbligatoria
su www.left.it/lascuolachevogliamo
Sono disponibili 100 posti
L’incontro sarà trasmesso
in diretta streaming su www.left.it
Per informazioni: 3386793581 – 3397905846

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La Buona Scuola, Renzi e Berlinguer – HuffingtonPost

di Andrea Ranieri

Ho passato tanto tempo della mia vita politica – prima da responsabile della formazione e ricerca della CGIL, poi da responsabile scuola dei Democratici di sinistra-a difendere e a promuovere le idee che stavano alla base della Riforma di Berlinguer, e a spiegare anche ai più riottosi che l’autonomia scolastica, lungi dall’essere l’ “aziendalizzazione” della scuola, era un grande passo avanti per costruire la scuola di tutti e di ciascuno, quella del “non uno dimeno”, che era lo slogan che caratterizzò per lungo tempo le iniziative della sinistra sulla scuola, riecheggiando il titolo di una bel film di Zhang Yimou. Una scuola che sapesse partire dalle specificità dei contesti territoriali e umani in cui era inserita, che mettesse al primo posto l’apprendimento dei discenti rispetto alla burocrazia e alla rigidità dei programmi e delle discipline, che sapesse fare emergere le diverse capacità di ciascuno per essere la scuola di tutti.
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