Altra anticipazione sul piano scuola: 100.000 assunzioni

La Repubblica” anticipa oggi un’altra importante notizia sul piano scuola, che sarà discusso in Consiglio dei Ministri il 29 agosto: la immissione in ruolo dal 2015 di 100.000 docenti. Una saggia, doverosa, ottima scelta, che affronta “dal verso giusto” il tema del precariato e della continuità didattica. Già con la finanziaria 2007 il Governo Prodi aveva deciso un piano triennale di 150.000 assunzioni di docenti e di 30.000 Ata, che avrebbe condotto ad un significativo svuotamento delle graduatorie permanenti, che da allora diventavano ad esaurimento. Solo la prima annualità del piano ha avuto attuazione, a causa della caduta del Governo.  Poi il piano è stato falcidiato dal triennio di tagli voluti da Tremonti e Gelmini, tagli di 8 miliardi di euro e di 132.000 docenti e Ata. Facendo un calcolo dei pensionamenti annuali (calati di numero negli ultimi anni a causa della riforma Fornero) e delle mancate assunzioni, nella prospettiva dal prossimo anno dell’organico funzionale, “la capienza per le immissioni in ruolo” (cioè i posti in organico coperti da docenti precari) c’è abbondantemente. 
Ricordiamo, inoltre, che il maggior costo per lo Stato del personale di ruolo rispetto a quello precario è tutto da dimostrare. È vero, infatti, che ai precari non vengono pagati i mesi estivi, ma è vero che in questi mesi percepiscono una indennità di disoccupazione.  C’è chi, calcolando i costi di gestione delle molteplici operazioni attinenti al precariato (graduatorie, chiamate, assunzioni e licenziamenti. ..), sostiene che di fatto i costi sono uguali o maggiori nel caso del precariato.
Pende, inoltre, sul MIUR la decisione della Corte di giustizia europea,  che potrebbe pronunciarsi in modo favorevole ai precari ricorrenti, riconoscendo loro non solo l’assunzione, ma anche il riconoscimento economico di tutti i periodi non pagati e la ricostruzione della carriera. Un rischio enorme, che è prudente per il MIUR non correre!
100.000 immissioni in ruolo (è fuorviante chiamarle nuove assunzioni, dal momento che quei posti sono anche ora coperti da persone  dipendenti dallo Stato, se pure in modo precario) sono una scelta saggia, giusta, buona ed economicamente sostenibile: auspico che il Governo, come è stato anticipato, la faccia e la attui dal prossimo anno scolastico.
Accanto ad essa il Governo deve avanzare la proposta sulle nuove modalità di formazione in ingresso e di assunzione nella scuola: solo così si potrà chiarire per il futuro il percorso di ingresso ed evitare il formarsi di nuovo precariato.

Scuola, svolta sui precari subito l’assunzione per 100.000 professori” – La Repubblica

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