Come ascoltare la scuola

Vi segnalo l’articolo di fondo del Corriere della Sera, “La solitudine al potere. Crisi della democrazia rappresentativa“, di Michele Ainis: condivido la sua lucida analisi, a partire dalla quale vorrei svolgere alcune riflessioni sulla consultazione sul piano scuola presentato dal Presidente del Consiglio, che partirà dal 15 settembre.
I momenti di consultazione finora avviati dal Governo e dal Pd, penso ad esempio a quello del Pd sulla scuola, non sono stati un luogo di scambio, di riflessione comune, collettiva, ma “lo strumento per stabilire un rapporto verticale con il leader, nel vuoto di rapporti che segue l’eclissi di ogni aggregazione collettiva” (Michele Ainis). Gli interventi massimo di 3 minuti (se orali) o di qualche centinaio di caratteri (se scritti) si sono sommati, senza alcuna interazione tra loro, e senza ottenere alcuna “risposta” da colui o da coloro che hanno dato avvio alla consultazione, in termini di riflessione conclusiva.
Temo che si caratterizzerà così anche la preannunciata consultazione sul piano scuola.
Se questo è lo stato di fatto attuale, sono convinta che non corrisponda assolutamente a quello di cui oggi abbiamo bisogno, ognuno di noi, la scuola, le comunità, il Paese…
E’ grande e diffuso, infatti, a mio avviso, il bisogno di sentirsi parte di una comunità, di identificarsi in idee e scelte comuni, la voglia di fare insieme, di trovare risposte comuni a problemi sempre più profondi e complessi…
Certamente, di fronte alle difficoltà, è forte per molti la tentazione della “delega”, di affidarsi ed affidare la soluzione dei problemi all’uomo solo al comando, a quello del “ci penso io…”; ma è una strada che non può portare a solidi risultati, quelli che durano non un giorno, per essere poi annullati il giorno successivo, ma quelli su cui si può costruire, con costanza e determinazione, il futuro.
Lo sappiamo, ma ricordiamolo insieme ancora una volta: la scuola è una comunità, che può solo ragionare nel medio periodo (educare ed istruire necessitano di tempi lunghi e di tanta costanza). Ha quindi bisogno di essere ascoltata, governata e modificata con metodi e norme coerenti alla sue caratteristiche.

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