Come sta la scuola italiana? Ecco i dati del Rapporto INVALSI 2014 – Corriere dell’Università

E’ stato presentato questa mattina al Ministero dell’Istruzione il rapporto INVALSI 2014. Complessivamente sono state coinvolte circa 13.200 scuole, 122.016 classi e 2.287.745 studenti. Tante le notizie, le novità, gli approfondimenti forniti dai dati e dai risultati delle prove in scuola primaria e secondaria di primo e di secondo grado. Sono sempre più grandi, ad esempio, le differenze territoriali per gli studenti di scuola secondaria di secondo grado.
Nella prova di Italiano, la sola macro-area che registra un punteggio medio superiore alla media italiana statisticamente significativo è quella del Centro, mentre le due macro-aree settentrionali e le due macro-aree meridionali e insulari ottengono risultati che non si differenziano significativamente dalla media nazionale.


ITALIANO – Osservando gli andamenti all’interno delle macro-aree, è possibile osservare che, tra le regioni del Nord-Ovest, nessuna regione si distingue significativamente dalla media dell’Italia, mentre nel Nord-Est la provincia autonoma di Bolzano consegue un risultato inferiore ad essa. Tra le regioni del Centro, le Marche hanno un punteggio medio significativamente più alto della media italiana, mentre fra le regioni meridionali e insulari, l’Abruzzo ha un punteggio significativamente superiore e la Sicilia significativamente inferiore. Ad uno sguardo d’insieme emerge che i risultati regionali tendono quasi tutti ad addensarsi intorno alla media nazionale, con limitate oscillazioni al di sopra e al di sotto di essa: la differenza tra le due regioni con il miglior risultato (Marche e Abruzzo) e quella con il peggior risultato (Sicilia) è di 13 punti.
Come si può vedere, nella prova di Italiano, come già in II Primaria, la sola macro-area che registra un punteggio medio superiore alla media italiana statisticamente significativo è quella del Centro, mentre le due macro-aree settentrionali e il Sud ottengono risultati che non si discostano significativamente dalla media nazionale. Il punteggio medio registrato dal Sud e Isole risulta invece significativamente inferiore alla media italiana.

MATEMATICA – Nella prova di Matematica, invece, il quadro complessivo appare ancora meno articolato: nessuna macro-area e nessuna regione si differenzia significativamente rispetto alla media nazionale. La regione con il più alto risultato è la Basilicata, quella con il risultato più basso è, ancora una volta, la Sicilia. In entrambi i casi, va sottolineato che i punteggi non sono distinguibili, statisticamente, dalla media italiana a causa di errori di misura.
Dalla prima tabella emerge che gli alunni di seconda primaria hanno incontrato maggiori difficoltà nel rispondere alle domande di comprensione della lettura del testo narrativo rispetto agli esercizi linguistici proposti nella seconda parte della prova.
Osservando gli andamenti delle singole regioni all’interno delle macro-aree, è possibile notare che tra le regioni del Nord Ovest soltanto la Liguria si differenzia significativamente, in positivo, dalla media dell’Italia, mentre nel Nord Est la provincia autonoma di Bolzano è la sola a differenziarsi significativamente, ma in questo caso per un punteggio più basso della media nazionale.
Il positivo risultato della macro-area Centro è da attribuire soprattutto a due regioni, le Marche e l’Umbria, i cui punteggi medi sono al di sopra della media italiana, mentre tra le regioni del Sud e Isole è il risultato della Sicilia, il più basso in assoluto, che contribuisce maggiormente a far scendere al di sotto della media nazionale il punteggio complessivo della macro-area. Le Marche e l’Umbria, con un punteggio di 207, registrano il migliore risultato su scala nazionale; il divario rispetto alla Sicilia è di 21 punti, circa la metà della deviazione standard della distribuzione dei risultati dell’Italia nel suo insieme.
RISULTATI TERZA MEDIA – Le due macro-aree settentrionali registrano punteggi medi superiori alla media italiana statisticamente significativi, mentre il Centro ottiene un risultato che non si discosta dalla media nazionale. Il punteggio medio conseguito dalle due macro-aree del Sud e del Sud e Isole risulta invece significativamente inferiore alla media italiana.
Osservando gli andamenti all’interno delle macro-aree, è possibile notare che, tra le regioni del Nord Ovest, il Piemonte e la Liguria ottengono un punteggio superiore alla media nazionale statisticamente significativo, mentre nel Nord Est sono il Veneto e le due Province Autonome di Bolzano e Trento che si distinguono significativamente, in positivo, dalla media dell’Italia. Tra le regioni meridionali e insulari, la Campania, la Calabria e la Sicilia ottengono in Italiano punteggi significativamente inferiori alla media nazionale. La regione che registra il migliore risultato in assoluto (212 punti) è la Liguria, mentre al contrario la Sicilia ottiene, con un punteggio di 184, il risultato più basso. Il divario fra la prima e la seconda è pari a 28 punti, quasi tre quarti di una unità di deviazione standard della distribuzione nazionale.
MATEMATICA TERZA MEDIA – I risultati della prova di Matematica sono analoghi a quelli della prova di Italiano, confermando e accentuando le tendenze già osservate: le due macro-aree settentrionali ottengono punteggi significativamente superiori alla media italiana, il Centro non si discosta dalla media nazionale, mentre il Sud e il Sud e Isole registrano punteggi significativamente inferiori alla media nazionale.
RISULTATI ALLE SUPERIORI – Passando al livello regionale, nell’indirizzo liceale le regioni con un punteggio significativamente al di sopra della media italiana sono la Lombardia e tutte le regioni e province del Nord-Est (tranne, per un soffio, l’Emilia-Romagna), le regioni con un punteggio significativamente inferiore alla media italiana sono l’Abruzzo, la Campania, la Calabria, la Sicilia e la Sardegna. Le altre regioni non si differenziano dalla media dell’Italia.
Nell’indirizzo tecnico, la situazione è analoga a quella già riscontrata per l’indirizzo liceale ma in questo caso anche gli istituti tecnici dell’Emilia Romagna hanno un risultato statisticamente superiore alla media italiana, cui si aggiungono gli Istituti Tecnici delle Marche. Le regioni con un risultato significativamente al di sotto della media italiana sono il Lazio, la Campania, la Calabria, la Sicilia e la Sardegna
Infine, tutti gli Istituti Professionali delle regioni settentrionali, tranne quelli della Liguria, hanno un risultato significativamente superiore a quello medio italiano, mentre due sole regioni, la Campania e la Puglia, hanno un risultato significativamente inferiore ad esso. Le altre regioni non si differenziano, in questo indirizzo scolastico, dalla media italiana.
CONSIDERAZIONI FINALI – Rispetto alla rilevazione precedente, a livello di scuola primaria si osserva un avvicinamento tra i punteggi delle due macro-aree del Nord-Ovest e del Nord-Est da una parte e le due macro-aree del Sud e del Sud e Isole dall’altra: pur essendo i punteggi di queste ultime generalmente un po’ più bassi rispetto a quelli delle macro-aree settentrionali, solo nella prova di Italiano di quinta primaria il Sud e Isole registra un risultato significativamente inferiore a quello dell’Italia, mentre in tutti gli altri casi non emergono differenze statisticamente significative. Il Centro, sia in seconda che in quinta primaria, ha risultati al di sopra della media nazionale statisticamente significativi.
Il quadro muta in III secondaria di primo grado, assumendo le caratteristiche ben note anche dalle indagini internazionali sugli apprendimenti: il Nord-Ovest e il Nord-Est conseguono risultati significativamente superiori alla media nazionale, il Centro risultati intorno alla media e il Sud e il Sud e Isole risultati al di sotto di essa. Le differenze di risultati fra le macro-aree si confermano e si consolidano nella classe II della scuola secondaria di secondo grado.
DISASTRO SUD – Da segnalare anche che alla più bassa prestazione della macro-area Sud nella scuola secondaria di primo e secondo grado contribuisce soprattutto una regione: la Campania. Senza questa regione il punteggio dell’area sarebbe non molto dissimile da quello del Centro. Nell’area Sud e Isole a pesare sono i cattivi risultati della regione Sicilia, che ottiene in entrambe le prove e in tutti i livelli scolari, con l’eccezione della prova di Matematica in II primaria, punteggi significativamente inferiori alla media nazionale. Meno peggio fa la Calabria, i cui risultati, almeno nella scuola primaria, non si differenziano nel 2014 dalla media nazionale; nella scuola secondaria di primo e secondo grado, tuttavia, questa regione torna a registrare risultati tra i più bassi in assoluto e significativamente al di sotto della media italiana.
In un quadro nazionale è su queste tre regioni che andrebbero concentrati opportuni interventi di politica scolastica per tentare di migliorarne i livelli di apprendimento, sui quali per altro influiscono non solo fattori legati al funzionamento del sistema educativo ma anche fattori di ordine economico, sociale e culturale non facili da controllare.
NORD E CENTRO – Per quanto riguarda le due macro-aree settentrionali, è da notare che il Nord-Ovest parte in II primaria con alcuni punti di vantaggio rispetto al Nord-Est, che comincia però a recuperare terreno già a partire dalla V primaria per poi attestarsi su risultati del tutto simili a quelli del Nord-Ovest nei livelli scolari successivi. Nella tornata di rilevazioni 2013-14 si segnalano per risultati particolarmente positivi nel grado secondario la provincia autonoma di Trento e quella di Bolzano (lingua italiana), la Lombardia e il Veneto, con risultati significativamente superiori alla media italiana in entrambe le prove sia in III secondaria di primo grado che in II secondaria di secondo grado.
Alcune osservazioni, per chiudere, sul Centro, i cui risultati oscillano sopra e sotto la media nazionale, a seconda del livello scolare, senza però differenziarsi statisticamente da essa: se si considera che l’indice di status socio-economico medio delle regioni di quest’area non si differenzia da quello delle regioni settentrionali (anzi è talvolta superiore), diversamente da quanto accade per le regioni meridionali e insulari, tali risultati appaiono non facilmente giustificabili. Le ragioni alla base di questa situazione andrebbero approfondite con ricerche mirate
STUDENTI STRANIERI – Gli alunni stranieri, senza tener conto per il momento della distinzione fra prima e seconda generazione, sono mediamente a livello nazionale intorno tra il 12 e il 10% nella scuola primaria, e tra il 10% e il 9% nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Le percentuali nella tavola appaiono un po’ più elevate rispetto ai dati forniti dal MIUR e relativi all’anno scolastico 2012-13, in base a cui la percentuale di alunni stranieri risulta del 9,8% circa nella scuola primaria, del 9,6% nella secondaria di primo grado e del 6,6% circa nella secondaria di secondo grado. Si deve però tener conto del fatto che tali dati si riferiscono a tutte le classi di ogni grado d’istruzione e non soltanto ad alcune come nel nostro caso.

Dalla tavola sopra si può constatare che la presenza di alunni stranieri non è uniformemente distribuita su tutto il territorio italiano ma si concentra soprattutto nella parte settentrionale e centrale del Paese, dove raggiunge anche il 16-17%, mentre scende al 3-4%, a seconda dei casi, nelle aree meridionali e insulari. Il dato, legato alla diversità di opportunità di lavoro che le diverse aree dell’Italia offrono, non è nuovo e non ci fermiamo quindi su di esso più che tanto.
In Italiano gli alunni stranieri ottengono risultati sistematicamente più bassi dei loro omologhi italiani e le differenze di punteggio sono tutte statisticamente significative. Nelle regioni meridionali e insulari le distanze fra alunni italiani e stranieri si accorciano e in alcune di esse, talvolta, la differenza tra alunni autoctoni e stranieri di seconda generazione cambia di segno a vantaggio di questi ultimi.
PRIMINA, VINCE IL SUD – Come si può constatare, gli alunni anticipatari sono più frequenti nel Sud e nel Sud e Isole, dove le percentuali sono in ogni livello scolare nettamente più alte di quelle che si registrano nel Nord e nel Centro, dove invece sono in genere sotto l’1% nella scuola primaria e intorno all’1% nella secondaria di primo e secondo grado.
ECCO IL RAPPORTO COMPLETO DA SCARICARE Rapporto_Rilevazioni_Nazionali_2014

Corriere dell’Università

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