Le proposte dal cantiere scuola e le scuse e le rettifiche del Sottosegretario Reggi

“Il cantiere scuola” di Terrasini è stato una tre giorni di confronto e di riflessione sulla scuola davvero interessante, sia nei lavori in plenaria sia nelle commissioni.
Pubblicherò su questo sito i materiali via via che si renderanno disponibili, in modo da far conoscere le idee e le proposte anche a coloro che non vi hanno partecipato.
Il cosiddetto piano del governo ha naturalmente attirato commenti, critiche, allarmi. Ma non è stato il centro della riflessione, che si è invece soffermata sul progetto di scuola da realizzare, sugli strumenti necessari, a cominciare dal tempo scuola, dalla definizione degli obiettivi di apprendimento, dalle innovazioni didattiche.
Idee e proposte concrete, che scaturiscono dalle esperienze eccellenti di tanti docenti e dirigenti scolastici e che hanno come riferimento una scuola che non lascia indietro nessuno. Il governo dovrebbe davvero fare tesoro di tutto ciò.
I gruppi di lavoro hanno fornito proposte di riforma a costo zero, quali ad esempio l’abolizione del voto numerico per la valutazione dei bambini nella scuola elementare: una scelta ingiusta, riduttiva, incoerente rispetto agli obiettivi educativi e di acquisizione di competenze e conoscenze che la scuola elementare ha, introdotta dal Ministro Gelmini e non ancora abrogata.
Auspico che il Governo, rappresentato dal Sottosegretario Reggi, condivida e attui questa piccola ma importante riforma.
A Terrasini il Sottosegretario Reggi ha chiesto scusa ai docenti per le dichiarazioni “non meditate” contenute nell’intervista a Repubblica.
Ha anche assicurato che il governo farà una proposta, sulla base della responsabilità che gli compete, ma questa sarà semplicemente l’avvio di un percorso di reale ascolto e confronto, dal quale potranno scaturire decisioni anche molto diverse rispetto alla proposta originaria.
Ha, infine, fornito alcune precisazioni sulle anticipazioni del piano, contenute nell’intervista, che hanno determinato maggiori critiche ed allarme, leggendo testi scritti per non incorrere in ulteriori imprecisioni e fraintendimenti.
Le 36 ore non saranno obbligatorie, ma costituiscono “il limite massimo da considerare e riconoscere ad ogni insegnante”: cioè le ore aggiuntive oltre alle 18 di lezione frontale e le altre già previste saranno riconosciute a coloro che le svolgono.
“L’insegnamento è una professione da valorizzare, non è un semplice impiego.” Con questa frase Reggi modifica e interpreta la dichiarazione, peraltro molto cara al Ministro Gelmini, “la scuola non è un ammortizzatore sociale”.
“Va riconosciuto il reale contributo che ognuno dà al progetto educativo” è un ulteriore chiarimento del sottosegretario.
Precisazioni importanti, dalle quali dovranno derivare scelte coerenti nel piano per la scuola.

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