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18/03/2008

Forum delle associazioni professionali

Ho ricevuto appelli e documenti provenienti da diverse associazioni professionali, che qui allego:
- Appello delle realtà aderenti al Forum delle associazioni professionali
- "Un investimento, non una spesa!" Nota del Cidi in vista delle elezioni politiche del 13/14 aprile 2008
- "Perchè non sia una gelata di primavera" - Movimento Cooperazione Educativa (MCE)

Propongo una mia prima risposta:

Innanzitutto vi ringrazio per il documento da voi elaborato, di cui condivido completamente le premesse e l'articolazione delle proposte di lavoro per il nuovo Governo. Del resto le associazioni professionali del Forum hanno accompagnato, con la loro storia ed esperienza e le loro proposte, il lavoro difficile e fruttuoso di questa Legislatura. E le proposte che rivolgete alle forze politiche, in occasione delle elezioni per il Parlamento, vanno al centro delle questioni di merito sulle quali ci siamo, insieme, impegnati.
Il vostro appello, dunque, non può che essere pienamente assunto e rilanciato come impegno per completare e migliorare quanto, grazie anche a voi, è stato intrapreso per la scuola.
I venti mesi di lavoro come Vice Ministro hanno rafforzato in me la convinzione che, dialogando con le scuole, sia possibile vincere le inerzie ed operare per realizzare quella centralità dell’istruzione e della scuola pubblica, sulla quale si gioca il futuro democratico del Paese.
La strada che abbiamo tracciato - voi tutti lo riconoscete - è quella giusta, ma è necessario stabilizzare, monitorare e consolidare le scelte operate e le cose realizzate.
I cambiamenti reali non avvengono a breve termine e la scuola ha bisogno di tempi distesi per poter davvero cambiare, soprattutto se le riforme non vengono calate dall’alto, ma costruite nelle e con le scuole dell’autonomia, con gli insegnanti e con le loro associazioni e con i dirigenti, gli studenti e le loro famiglie, il personale tutto della scuola.
E’ quanto stiamo facendo con le Indicazioni per il curricolo per il primo ciclo e la prima applicazione del biennio dell’obbligo, per le quali abbiamo previsto due anni di sperimentazione delle scuole, per ridefinire, proprio in base al lavoro delle scuole, i cambiamenti opportuni.
La direzione è quella di progettare un solido curricolo verticale in grado di offrire agli studenti un’alfabetizzazione culturale, rispondente alle sfide del nostro tempo, che dia a tutti e a ciascuno effettiva cittadinanza e che risponda alle scelte a favore della conoscenza, della competenza, del saper apprendere e dell’integrazione sociale che l’Europa indica.
Per fare questo abbiamo scelto di valorizzare pienamente l’autonomia scolastica e di contare sui docenti come prima risorsa. Risvegliare e rafforzare la passione per la ricerca didattica ed educativa che motiva gli insegnanti è per noi l’unica strada praticabile del cambiamento ed i passi che abbiamo compiuto vanno tutti in tale direzione.
Abbiamo, così, in relativamente pochissimo tempo, adottato una serie di misure tra loro coordinate, tali da disegnare il profilo di una scuola innovata, che conta sulle competenze di chi insegna, che coniuga serietà e rigore con inclusione, che sia fondata su esperienza e motivazione, che si misura con le grandi questioni del nostro tempo e anche con la crisi dei modelli educativi e che guarda davvero all’apprendimento come a un’attività centrale della vita e per tutta la vita.
Ho sintetizzato per obiettivi, in una sorta di consuntivo di legislatura, a cui vi rinvio, i principali provvedimenti adottati.
E’ evidente che, per portare a effettivo compimento un disegno riformatore di questa portata, è necessario molto lavoro ancora e tanta collaborazione con voi: occorre costruire, anche facendo battaglie, le condizioni culturali ed economiche, per ottimizzare ed ampliare le risorse professionali e finanziarie, in modo da realizzare - come giustamente chiedete - un grande investimento sull’istruzione. Ed è evidente altresì che bisogna nutrire, anche contro facili e ingiuste accuse, la comune convinzione che sono i docenti la grande risorsa professionale e umana che, sola, può fare la differenza.

Di nuovo grazie,

Mariangela Bastico



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