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La scuola si innova partendo “dal verso giusto”

Intervento di Mariangela Bastico

Ringrazio il PD della Sicilia e Mila Spicola per l’invito che mi hanno rivolto e soprattutto per avere organizzato una tre giorni di riflessione e di confronto sulla scuola, in un momento in cui sono particolarmente necessari. Queste giornate vengono, inoltre, a ridosso di annunci sulla stampa fatti dal governo, attraverso un intervento del Sottosegretario Reggi, che domani parteciperà ai nostri lavori.

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Come sta la scuola italiana? Ecco i dati del Rapporto INVALSI 2014 – Corriere dell’Università

E’ stato presentato questa mattina al Ministero dell’Istruzione il rapporto INVALSI 2014. Complessivamente sono state coinvolte circa 13.200 scuole, 122.016 classi e 2.287.745 studenti. Tante le notizie, le novità, gli approfondimenti forniti dai dati e dai risultati delle prove in scuola primaria e secondaria di primo e di secondo grado. Sono sempre più grandi, ad esempio, le differenze territoriali per gli studenti di scuola secondaria di secondo grado.
Nella prova di Italiano, la sola macro-area che registra un punteggio medio superiore alla media italiana statisticamente significativo è quella del Centro, mentre le due macro-aree settentrionali e le due macro-aree meridionali e insulari ottengono risultati che non si differenziano significativamente dalla media nazionale.


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Un modello di bambino: Leonardo da Vinci

Per prepararmi a coordinare nel “cantiere scuola” di Terrasini il gruppo della scuola primaria e secondaria di primo grado, non volendo sviluppare il ragionamento solo dal punto di vista organizzativo ed ordinamentale, ho riletto alcuni scritti di Sergio Neri, un grande pedagogista modenese, relativi alle innovazioni nella didattica, alle relazioni adulti- bambini, al progetto educativo.
Mi è sembrato particolarmente interessante l’idea del “bambino Leonardo”, sviluppata in vari scritti, di cui vi riporto una sintesi: “Quel che serve, specialmente quando si costruisce la programmazione, è tenere in mente che la scuola deve aiutare i bambini, ogni bambino, ad aprirsi, a sperimentare campi sempre più ampi della conoscenza, senza volere assolutamente pregiudicare quelli che saranno – e non sappiamo proprio quali potranno e vorranno essere – gli sviluppi futuri. Quel che importa è aprire, rendere possibile, evitare precoci attitudini.
Insomma è bene programmare avendo in testa, modestamente, Leonardo. E’ l’unico “modello” di bambino che ci sembra corretto e rispettoso portare con noi”.
“Leonardo rappresenta il massimo della creatività e della diversità, cioè un personaggio privo di un modello in cui lo si possa rinchiudere. Propongo questo modello senza alcuna prosopopea, ma nella piena fiducia che ogni bambino sia in possesso non di una dotazione magica o straordinaria, quanto di una possibilità molto aperta di diventare qualcosa che noi non siamo in grado di prefigurare, non importa se migliore o peggiore. Il modello di Leonardo è il modello di una persona disponibile a tutte le imprese, confortato sempre però dalla scienza, dalla voglia di conoscere, di inventare, di aprirsi al confronto con l’altro e con la realtà.”

Da “L’alfabeto di Sergio Neri” di Irene Veronesi – Edizioni Erickson 2005

Elogio della Meraviglia

Vi segnalo una breve e bella storia, scritta da Beppe Bagni, attuale presidente nazionale del CIDI (Centro iniziativa democratica insegnanti), pubblicata su www.insegnareonline.com.
E’ il racconto di una esperienza didattica di laboratorio di chimica, narrata da una studentessa, abitualmente disinteressata a quello che accade nelle ore di chimica, per la quale si ritiene completamente negata.
L’esperienza è basata su una piccola, ma significativa innovazione (spegnere la luce) e sulla relazione diretta tra insegnante e studentessa (“il prof si mette a lavorare con me, fa la prova con me, spalla a spalla…”). Tutto ciò suscita nell’alunna il fattore essenziale per l’apprendimento: la curiosità, che si concretizza in “una domanda vera, per capire, non una di quelle per dare una slinguazzata al prof”… e dalla domanda si giunge a parlare della scienza… di Popper.
Leggetela, è davvero una meraviglia!