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Doppia preferenza e parità di genere nelle liste per l’Assemblea Regionale dell’Emilia-Romagna

L’Assemblea Regionale dell’Emilia-Romagna ha approvato un progetto di legge, che introduce la doppia preferenza di genere per l’elezione dei componenti dell’Assemblea e l’obbligo di un numero pari di uomini e di donne nelle liste dei candidati, a pena di nullità. Queste norme entrano in vigore già dalle prossime elezioni, che si terranno anticipatamente tra fine ottobre e metà novembre di quest’ anno.
Sulla base di una legge nazionale, già nelle elezioni per i Comuni del maggio scorso, gli elettori hanno potuto esprimere due preferenze, una per un uomo e una per una donna, per eleggere i consiglieri comunali. Le Regioni, avendo autonomia costituzionalmente garantita anche in materia elettorale, dovevano fare propria, con legge regionale, questa norma.
E’ importante l’approvazione di questa legge, che attua il dettato di cui all’art. 51 della Costituzione e che ha l’obiettivo di aumentare in modo significativo la presenza delle donne elette nelle assemblee, in modo da realizzare il principio di effettiva rappresentanza e democrazia. Essa costituisce un’applicazione della legge regionale recentemente approvata (n. 25/2014) sulla parità e contro le discriminazioni.

Il voto europeo attraverso l’analisi dei flussi

Ho pubblicato, come avrete visto, le analisi, sempre molto interessanti, dell’Istituto Cattaneo sui risultati elettorali e le analisi sui flussi, cioè sulle scelte di voto degli elettori tra una elezione e l’altra, elaborati dallo stesso Istituto e dal PD regionale Emilia-Romagna.
Mi sembra decisivo riflettere su tutto ciò – e ogni forza politica dovrebbe farlo con profondità e con capacità critica – per comprendere il sentire e le scelte degli elettori, per trarne i comportamenti conseguenti, per non sorprendersi per i risultati della successiva elezione.
Nelle elezioni europee 2014 per il Pd i risultati sono stati molto positivi: la percentuale che supera il 40% (valore mai raggiunto) e soprattutto l’incremento di voti in termini assoluti, pur a fronte dell’aumento dell’astensione. Il Pd ha vinto, a fronte di un crollo del M5S, del PDL.
Diverse sono le riflessioni riguardo al voto amministrativo, che ha dato risultati molto buoni al Nord e sconfitte allarmanti (Livorno, Perugia, Riccione). Le valutazioni vanno condotte in modo analitico in ogni territorio. Analisi che deve essere condotta anche su Modena, dove, per la prima volta il Comune capoluogo va al ballottaggio e dove si sono evidenziati un grande divario tra voto europeo e voto amministrativo e una bassa partecipazione al voto (al ballottaggio non si raggiunge il 50%).
Tornando al voto europeo, riporto la conclusione dell’analisi dell’Istituto Cattaneo, a mio avviso molto interessante, in quanto evidenzia elementi che non sono direttamente percepibili dalla semplice lettura dei risultati: “Ancora una volta gli attraversamenti del confine sinistra-destra sono stati modesti. Il successo di Renzi è costruito sulla tenuta dell’elettorato Pd nei confronti dell’astensione, sulla conquista del bacino di Scelta Civica, sul cedimento degli elettori M5S e PDL verso l’astensione. Renzi all’interno del partito ha saputo convincere senza remore il proprio elettorato […]; all’esterno ha convinto i centristi di più di quanto non abbia saputo fare Alfano […]”.
Le conclusioni del Cattaneo terminano con un invito alla prudenza, in quanto, di fronte ad elezioni politiche interne, non è scontato che si ripeta lo stesso livello di astensionismo degli elettori del M5S e del PDL.

Elezioni 2014 – Analisi dei risultati elettorali

Analisi a cura dell’Ufficio Ricerche del PD Emilia-Romagna

Analisi dell’Istituto Cattaneo