Un modello di bambino: Leonardo da Vinci

Per prepararmi a coordinare nel “cantiere scuola” di Terrasini il gruppo della scuola primaria e secondaria di primo grado, non volendo sviluppare il ragionamento solo dal punto di vista organizzativo ed ordinamentale, ho riletto alcuni scritti di Sergio Neri, un grande pedagogista modenese, relativi alle innovazioni nella didattica, alle relazioni adulti- bambini, al progetto educativo.
Mi è sembrato particolarmente interessante l’idea del “bambino Leonardo”, sviluppata in vari scritti, di cui vi riporto una sintesi: “Quel che serve, specialmente quando si costruisce la programmazione, è tenere in mente che la scuola deve aiutare i bambini, ogni bambino, ad aprirsi, a sperimentare campi sempre più ampi della conoscenza, senza volere assolutamente pregiudicare quelli che saranno – e non sappiamo proprio quali potranno e vorranno essere – gli sviluppi futuri. Quel che importa è aprire, rendere possibile, evitare precoci attitudini.
Insomma è bene programmare avendo in testa, modestamente, Leonardo. E’ l’unico “modello” di bambino che ci sembra corretto e rispettoso portare con noi”.
“Leonardo rappresenta il massimo della creatività e della diversità, cioè un personaggio privo di un modello in cui lo si possa rinchiudere. Propongo questo modello senza alcuna prosopopea, ma nella piena fiducia che ogni bambino sia in possesso non di una dotazione magica o straordinaria, quanto di una possibilità molto aperta di diventare qualcosa che noi non siamo in grado di prefigurare, non importa se migliore o peggiore. Il modello di Leonardo è il modello di una persona disponibile a tutte le imprese, confortato sempre però dalla scienza, dalla voglia di conoscere, di inventare, di aprirsi al confronto con l’altro e con la realtà.”

Da “L’alfabeto di Sergio Neri” di Irene Veronesi – Edizioni Erickson 2005

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